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COME ESTRARRE GLI AROMI, GUIDA COMPLETA

COME ESTRARRE GLI AROMI, GUIDA COMPLETA

 

 

L’estrazione ti affascina da sempre? Probabilmente è una cosa che ti è sempre interessata, forse perché spinto dal fatto di metterti alla prova hai sempre voluto provare a fare un aroma tutto tuo, completamente artigianale. Forse, però, quello che ti ha sempre bloccato erano le dinamiche attraverso il quale doveva avvenire l’estrazione e magari anche gli strumenti da avere a disposizione. Sicuramente sarebbe una grade soddisfazione provare a realizzare un aroma completamente fatto da te e poi svaparlo e farlo provare anche ai tuoi amici.

 

Oggi io sono qui disponibile, pronto a darti tutto l’aiuto e le informazioni possibili per estrarre e realizzare il TUO aroma! Sono sicuro, con questa guida ci riuscirai, sono certo che troverai il coraggio di fare questo passo che sino ad ora avevi sempre avuto un po’ di timore a percorrere.

 

Devi sapere che per estrarre gli aromi esistono diversi metodi, alcuni più rapidi, alcuni più efficaci, se segui alla lettera ciò che è scritto qui sicuramente il tuo risultato è assicurato!

 

Esistono in sostanza alcuni metodi metodi:

 

  • MACERAZIONE CON SOLVENTI ORGANICI: la più utilizzata, solitamente per questo metodo vengono adoperati esano ed etanolo (alcool alimentare, non l’alcool rosso perché quest’ultimo è ricco di idrocarburi che sono dannosi). L’etanolo, tra i due, è il più utilizzato poiché risulta di più facile reperibilità, inoltre è molto stabile, meno volatile e meno dannoso. Questi due solventi organici (etanolo e esano) hanno prevalentemente 2 funzioni ben precise, essi infatti solubilizzano le molecole organiche e vanno a romprere le membrane biologiche che rilasciano aroma.

 

  • INFUSIONE E DECOZIONE: sono i metodi di estrazione più semplici, che sfruttano un solvente caldo, normalmente l’acqua, per estrarre il materiale vegetale. Nel primo metodo, il solvente caldo viene versato sul materiale vegetale. Nel secondo, il materiale vegetale viene unito al solvente freddo ed il tutto viene fatto bollire per un tempo variabile. Successivamente la miscela viene filtrata.

 

 

  • DISTILLAZIONE: utilizzando il calore come catalizzatore estrattivo riesci ad estrarre più velocemente ed in modo più preciso, ma attento, questa pratica è molto più tecnica e complicata, per procedere con questo metodo devi avere grandi conoscenze, non è indicata per un neofita proprio perché necessita anche di una strumentazione molto più sofisticata e costosa. Per servirsi di questa tecnica sono necessarie piastre con temperatura controllata, oggetti in vetro specializzati e acqua a portata di mano. Questa tecnica avviene grazie alla volatilità degli oli essenziali, il materiale vegetale viene posto in una caldaia insieme all’acqua, si porta ad ebollizione il tutto e qui parte la distillazione. Gli oli essenziali verranno trascinati verso una serpentina dal vapore acqueo, ed essendo gli oli essenziali immiscibili, stratificheranno e potrai quindi recuperarli facilmente.
  • LA PERCOLAZIONE: è un procedimento che avviene facendo scorrere il solvente verso il filtro attraverso il materiale vegetale. In questo modo le sostanze che ci interessano, quelle estratte, vengono veicolati verso il filtro.
  • LA SPREMITURA: si tratta di una tecnica meccanica attraverso il quale il materiale vegetale subisce una compressione. Tutto ciò serve per sfruttare appieno il materiale vegetale e far fuoriuscire le sostanze in esso contenute.
  • ESTRAZIONE CON GLI UTRASUONI: tecnica che si sta diffondendo molto a livello industriale, questo procedimento si serve di onde ultrasonore ad una frequenza di 20 KHz e 10 MHz che vengono passate sul materiale vegetale e sul solvente. Queste onde, semplicemente, disgregano il materiale vegetale estraendolo immediatamente e totalmente. Non sto parlando di lavatrici ad ultrasuoni eh, con quest’ultimo oggetto l’estrazione non risulta selettiva del materiale vegetale.

 

In generale se sei alle prima armi ti consiglio vivamente il primo metodo.

 

Ora basta ciance, non vorrei più annoiarti, è tempo di insegnarti tutto quanto.

 

 

METODO AZHAD

 

 

Quello più noto e semplice, che non necessita di particolari strumentazioni è proprio quello di Azhad, il noto produttore di liquidi e maestro nel campo dei liquidi tabaccosi.

 

Ora io te lo spiego, ma mi raccomando, pulisci bene tutto una volta finito il tuo lavoro, non vorrei essere responsabile di ipotetiche litigate con tua moglie o la tua fidanzata. Diciamo che mi porto avanti. 😀

 

Materiali:

 

  • Un barattolo in vetro ambrato, in modo da evitare meglio l’infiltrarsi dei raggi solari;
  • 200 ml di PG (glicole propilenico);
  • 20 gr di tabacco da pipa Rolling o tabacco da sigaro;
  • Un tagliere o un frullatore;
  • Circa 50 ml di alcool Buongusto o alimentare;
  • Filtri da caffè americani o una calzamaglia da utilizzare come filtro fai da te.

 

PROCEDIMENTO

 

La prima cosa che devi fare è sminuzzare molto bene il tabacco con il coltello se utilizzi il tagliere o con il frullatore.

 

Una volta che hai fatto questo, metti il tabacco sminuzzato all’interno del barattolo in vetro e versa l’alcool in modo che quest’ultimo copra bene il tabacco. Chiudi bene il barattolo con il suo coperchio, agita in modo energico e lascia a riposare il tutto in un luogo buio per 3 giorni.

 

Trascorsi i 3 giorni, stappa il barattolo e mettilo in un luogo caldo per permettere all’alcool di evaporare, puoi servirti o dei raggi solari oppure puoi mettere il barattolo in forno a circa 50° per accelerare l’operazione di evaporazione. Se utilizzi il forno oltre a velocizzare l’evaporazione non andrai incontro a canalizzazioni di calore che potrebbero causare reazioni di ossidazione e causare una diminuizione dell’aroma.

 

Una volta che l’alcool è completamente evaporato aggiungi 200 ml di PG, agita forte e lascia riposare al buio per 3 mesi, hai capito bene, purtroppo le tempistiche sono queste.

Durante il periodo di riposo agita quotidianamente.

Ora sei pronto per filtare il tuo composto, armati di un piccolo imbuto e filtri da caffè (o calzamaglia, possibilmente pulita :D). Procedi con la filtrazione.

 

Ora attendi una settimana e il tuo aroma è pronto!

 

Ora lo puoi mischiare alla base neutra, la percentuale di diluizione che ti consiglio è molto alta, quasi 50%. Questa percentuale in teoria è molto soggettiva, alcuni si trovano bene anche al 20%. Fai qualche test per capire quella più adatta alle tue preferenze.

 

Questo metodo seppur funzioni, viene da molti ritenuto superato. Il principale difetto che presenta è la prolissa attesa che esse comporta, oltre che la poca resa che l’aroma ottenuto ha una volta mischiato nella base. Purtroppo, infatti, per ottenere un liquido intenso e corposo la percentuale di aroma nella base deve essere molto alta.

 

 

METODO DI ALKEMIKO SVAPO PER I NOVIZI

 

 

Un metodo più evoluto rispetto a quello spiegato prima è quello di Alkemiko svapo.

Questo metodo può essere utilizzato per realizzare qualunque aroma, infatti potrai estrarre qualunque alimento seguendo pochi e semplici passaggi.

 

Partiamo dicendo che il principale ingrediente è il materiale vegetale.

 

Ma cos’è questo materiale vegetale? Vediamolo insieme.

 

Alkemiko svapo dice che il materiale vegetale è un qualsiasi elemento proveniente dalla terra, come la frutta, il tabacco, le erbe, piante, fiori, bacche, semi radice e legni.

 

NB: prima di procedere con l’estrazione assicurati sempre che il materiale vegetale che desideri estrarre sia innocuo.

 

Una volta accertata l’innocuità del prodotto, la prima cosa da vedere è sicuramente se il materiale vegetale sia da sbucciare, essiccare, triturare e tostare. Occorre quindi capire se dovrai svolgere un lavoro preventivo in questo senso.

 

Vediamo insieme alcuni accorgimenti che devi avere per estrarre la frutta.

 

Prima di tutto devi essiccarla tramite un essiccatore elettrico oppure il classico forno da cucina. Se utilizzi il forno, impostalo alla temperatura minima e tieni lo sportello aperto. Prima di procedere all’essiccazione taglia la polpa in fettine molto piccole e sottili in modo da facilitarne notevolmente l’essiccazione. Tieni a mente però che, procendo con l’essiccazione perderai circa il 90% del peso effettivo della frutta. Alkemiko svapo fa l’esempio delle fragole nel suo manuale e dice che per estrarre 10 gr di fragole devi avere 100 gr quest’ultime poiché le fragole sono molto ricche di acqua. Ad ogni modo, online sono presenti molte tabelle che spiegano il contenuto di acqua dei vari frutti.

 

Alcuni tipi di frutta possono essere estratti con la buccia, a patto che questa non sia stata trattata, alcuni esempi sono: mela, pera, pesca noce, ciliegia e frutti similari.

 

Per altri frutti è necessario che tu provveda a sbucciarli prima di procedere con l’estrazione, sto parlando di kiwi, pesche col pelo e cocco.

 

Per quanto riguarda invece gli agrumi è sufficiente utilizzare la buccia per creare l’aroma. L’unica accortezza che devi avere è sicuramente quella di asportare solamente la parte superficiale della buccia, tralasciando la parte biancastra che renderebbe amarognolo il tuo composto.

 

Puoi estrarre anche molte erbe, piante e fiori. Sono esempi la menta, il tabacco, il tè, i fiori di camomilla, i petali di rosa e violetta, le bacche di vaniglia, ginepro e biancospino e molte altre specie.

L’obiettivo è estrarre gli oli essenziali, che sono la causa del profumo di ogni singola specie vegetale.

 

ESTRAZIONE A FREDDO O ALCOLICA FORNITA DA ALKEMIKO SVAPO

 

In questa procedura cerchiamo di estrarre un qualsiasi materiale vegetale, supponiamo di voler estrarre 10 gr di fragole disidratate.

Ascolta bene:

  1. Prendi 10 gr di materiale vegetale già preparato secondo il metodo che ti ho insegnato prima e mettilo in un barattolo di vetro a tenuto ermetica. Ora aggiungi 100 ml di alcool etilico alimentare puro al 95%. Agita e chiudi il coperchio del barattolo.
  2. Metti il barattolo in un luogo buio a temperatura ambiente per una settimana e ricorri ad agitazioni frequenti.
  3. Una volta che sarà trascorsa una settimana, prendi un foglio di carta da filtro e modellalo fino ad ottenere un cono, inseriscilo in un imbuto e versa il contenuto alcolico all’interno dell’imbuto. Attendi che la filtrazione finisca. Utilizza uno schiaccia patata o un altro attrezzo per schiacciare ancora il materiale vegetale presente nel filtro in modo da ottenere qualche goccia in più di estratto. Chiaramente ricorda di filtare anche il composto ottenuto da questa spremitura.
  4. Riponi il barattolo chiuso ermeticamente in freezer per 24 ore. Trascorso un giorno, noterai che sulla superficie dell’estratto si sarà formato un deposito di alcune sostanze, non ti preoccupare, hai fatto tutto giusto, è normalissimo! Ora filtra il composto quando è ancora molto freddo e conservalo sempre in un barattolo a tenuta ermetica.
  5. Ora inizia la parte noiosa, l’evaporazione. In questo processo puoi sia aspettare che l’alcool evapori in maniera naturale a temperatura ambiente, sia costruire un dispositivo che ventilando la soluzione ne accelera notevolmente l’evaporazione, in questo caso si parlerà di “evaporazione forzata”. Per costruire questo oggetto ti consiglio di seguire la guida eseguita da alkemiko svapo nel manuale alkimie di vapore 2 nel capitolo “L’evaporazione a ventilazione forzata”. La costruzione di questo aggeggio è molto semplice e veloce ma soprattutto comporta un costo irrisorio. Se hai seguito le istruzioni della guida per costruirti un evaporatore, ti basterà inserire la soluzione all’interno di esso, metterlo in funzione e dopo poche ore l’alcool sarà evaporato.
  6. Finita l’evaporazione aggiungi al composto 10 ml di glicole propilenico e mescola la soluzione con un cucchiaino. Ora avrai ottenuto un estratto glicolico molto più concentrato rispetto al composto alcolico che avevi prima. Tuttavia non sei ancora pronto per esultare, ci sono ancora dei residui da eliminare.
  7. In questa fase dobbiamo eseguire la purificazione. Come? Procurati del talco veneto, lo trovi in farmacia o su internet. Si tratta di una polvere economica e innocua che, semplicemente, assorbe olio e grassi. Ipotizziamo che tu abbia ottenuto 10 ml di estratto glicolico grazie alle fasi precedenti, ora il tuo compito è di mettere una punta di un cucchiaino da caffè di talco veneto all’interno del tuo estratto e mescolare bene il tutto. Se la quantità di estratto è superiore ai 10 ml ipotizzati, aumenta pure la dose di talco veneto in maniera proporzionale. Ora lascia riposare per circa un’ora.
  8. Filtra il composto aiutandoti con un filtro di carta con una porosità di 10 μm, noterai che le sostanze ed i residui indesiderati si fermeranno sul filtro, mentre la soluzione glicolica passerà oltre e risulterà limpida, profumata, ma soprattutto pronta all’uso, ti basterà solo più travasarla in boccette ambrate in modo da conservarla per le tue creazioni di liquidi!

 

 

ESTRAZIONE A CALDO FORNITA DA ALKEMIKO SVAPO

 

L’estrazione a caldo che ti sto per spiegare, ti permetterà di ottenere un aroma di grande intensità, persistenza e qualità, tant’è che potrai diluirlo al 10%, una percentuale tutto sommato bassa, che ti garantirà un ottimo risultato utilizzando una percentuale minima, nettamente più bassa rispetto a quelle che devi utilizzare nella tecnica spiegata sopra. Il risultato sarà quasi pari a quello ottenuto tramite un aroma commerciale, ma la cosa fantastica è che questa metodologia può essere applicata in casa con poca spesa.

Questa tecnica si avvale di due solventi: alcool etilico e glicole propilenico. Il processo di filtrazione e purificazione avverrà in maniera fisica con la refrigerazione e in maniera chimica con l’impiego del talco veneto. La refrigerazione serve per ridurre la solubilità di alcuni composti, mentre il talco veneto serve per eliminare i composti oleosi.

Per questa tecnica è consigliato un agitatore magnetico, se non lo possiedi puoi anche lavorare a mano, ma siccome se ne trovano a costi abbastanza irrisori ti consiglio di acquistarne uno, anche perché grazie all’agitatore puoi tenere sotto controllo la temperatura.

Ok, ci siamo, parto subito ad illustrarti come fare.

  1. Pesa 30 gr. di tabacco e lascialo asciugare per qualche ora all’aria. Una volta fatto questo metti il tabacco nel frullatore. Se vuoi utilizzare dei sigari, prima tagliali a pezzetti di circa un centimetro e poi macinali nel frullatore alternando pause di qualche secondo per non surriscaldare il tabacco. Macina fino ad ottenere parti simili a quelle del tabacco delle sigarette. Ok, ora versa il tabacco in un barattolo di vetro con chiusura a pressione.
  2. Versa l’alcool etilico al 95% nel barattolo fino a ricoprire il tabacco. Ora inserisci e deposita l’ancoretta dell’agitatore all’interno del barattolo contenente l’alcool e il tuo tabacco e richiudi il barattolo con il tappo. Ora procurati un contenitore in vetro che possa contenere il barattolo di tabacco e mettilo sulla piastra dell’agitatore. Ora metti il barattolo con alcool e tabacco all’interno del contenitore in vetro che hai appena appoggiato sull’agitatore e colma lo spazio tra i due recipienti con acqua, ottenendo un effetto bagnomaria. Adesso attiva l’agitatore magnetico a velocità media e imposta la temperatura della piastra dell’agitatore a 78°C. Una volta raggiunta questa temperatura, mantieni questo processo di agitazione per 2 ore.
  3. Ora bisogna filtrare il composto, metti un imbuto su di un altro contenitore (barattolo in vetro) e inserisci un foglio di carta da filtro all’interno dell’imbuto, modella il filtro fino ad ottenere una forma a cono. Una volta che le due ore di agitazione del barattolo con alcool e tabacco sono terminate, togli il barattolo dalla piastra dell’agitatore e lascialo raffreddare. Una volta raffreddato versane tutto il contenuto all’interno del filtro e attendi che la filtrazione sia completa. Pressa un po’ il tabacco aiutandoti con un cucchiaino in modo da far scendere fino all’ultima goccia.
  4. Questa fase si è detta lavaggio. Versa il liquido filtrato all’interno del primo barattolo, inserisci nuovamente l’ancoretta magnetica sul fondo del barattolo e ponilo nuovamente a bagnomaria all’interno del contenitore in vetro che hai lasciato sull’agitatore magnetico. Riporta la temperatura a 78°C, una volta raggiunta questa temperatura, spegni l’agitatore.
  5. Togli il barattolo dall’agitatore magnetico e lascialo raffreddare. Quello che devi fare ora è la stessa cosa che avevi fatto nella fase “3”. Ossia devi filtrare di nuovo il contenuto del barattolo aiutandoti con l’imbuto, il filtro e il secondo barattolo.
  6. Metti il barattolo contenente l’estratto nel freezer per 24 ore.
  7. Trascorse le 24 ore, togli il barattolo dal freezer e preparati per una nuova filtrazione. Devi procedere con molta delicatezza. Versa molto lentamente il contenuto del barattolo nel filtro di carta. Una volta completata questa filtrazione, se hai svolto il lavoro correttamente, noterai che i residui si sono fermati nel filtro.
  8. Questa fase è detta concentrazione. Misura 30 ml di glicole propilenico e versali in un barattolo, aggiungici anche l’ancoretta magnetica dell’agitatore e traccia all’esterno del barattolo con un pennarello indelebile una linea in corrispondenza del livello raggiunto dal glicole propilenico. Ora aggiungi l’estratto appena filtrato nel barattolo contenente il glicole propilenico coprendo l’imboccatura del barattolo con una garza sterile fissata tramite un elastico al collo del contenitore. Poni il barattolo a bagnomaria nel contenitore sull’agitatore magnetico, avvia l’agitazione magnetica e imposta la temperatura a 78°C. Attendi che l’alcool sia evaporato completamente, il segno che hai fatto con il pennarello indelebile e la scomparsa dell’odore di alcool, ti aiuteranno in questo procedimento. Una volta che hai svolto questo passaggio, dovresti aver ottenuto circa 30 ml di estratto glicolico, come noterai, il composto sarà abbastanza torbido ed oleoso, ti piacerebbe aver finito eh? 😀 Dai ci siamo quasi, mancano ancora 2 cosette.
  9. Togli l’ancoretta magnetica dal barattolo e metti un cucchiaino di talco veneto. Mescola bene e lascia riposare per circa un’ora.
  10. Ci sei quasi, manca solo più un’ultima filtrazione! Dopo aver rimescolato il contenuto del barattolo contenente talco veneto e composto glicolico, versalo sul filtro. Siccome questo processo potrebbe richiedere un po’ di tempo copri l’imbuto contenente il filtro con della garza per evitare che la polvere si depositi sopra. Quando la filtrazione sarà conclusa, nel filtro sarà rimasto un composto oleoso, gelatinoso ed opaco, mentre il tuo estratto risulterà profumato, limpido ma soprattutto pronto all’uso. Ora travasa il tuo estratto in una boccetta ambrata e conservalo al buio. Quando vorrai utilizzarlo, ti sarà sufficiente diluirlo nella base neutra (ti consiglio una diluizione del 10%) e il gioco è fatto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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